Casa... libera tutti
Piano casa & Dl semplificazioni - di A.Schiattarella
Casa… libera tutti
La coincidenza che si è verificata tra il dibattito sul cosiddetto Piano Casa e la tragica vicenda del terremoto abruzzese ha certamente aumentato in molti di noi le preoccupazioni per quella liberalizzazione totale nelle procedure per le opere di manutenzione straordinaria in vario modo annunciate dal Governo.
Tale approccio, infatti, rischia di introdurre rilevanti problemi di tutela degli interessi generali legati al governo del territorio.
Occorre chiedersi fino a che punto gli adempimenti normativi oggi in vigore rappresentino un ostacolo burocratico che danneggia gli interessi economici della committenza ed in che misura, invece, sono da considerare forme di tutela della collettività.
Le domande che il tema della liberalizzazione delle procedure pone sono diverse.
- Chi provvederà, ad esempio, a verificare che le opere di trasformazione non incidano in modo nefasto sugli elementi strutturali dell'edificio?
- Chi verificherà che le opere vengano eseguite nel rispetto delle norme di sicurezza del lavoro?
- Come assicurare che gli interventi siano eseguiti in conformità con i regolamenti edilizi e con quelli igienico-sanitari?
- Come si potranno registrare e, quindi, controllare le variazioni delle consistenze immobiliari se verrà abolito l'obbligo di deposito dei progetti presso le Pubbliche Amministrazioni?
- Non c'è il rischio che facili cambi di destinazione d'uso degli edifici possano alterare la struttura sociale delle aree urbane e modificare le previsioni dei piani urbanistici modificando il fabbisogno di servizi?
- Come si impedirà che il mercato delle trasformazioni edilizie diventi, in assenza di forme efficaci di governo e di controllo, un'area di economia sommersa (lavori in nero, mano d'opera non in regola, imprese improvvisate ecc.)?
Tutte queste preoccupazioni richiedono una gestione attenta delle proposte legislative, fermo restando la necessità, che condivido, di una necessaria semplificazione delle procedure.
Si semplifica, ad esempio, anche con altri strumenti. Una reale applicazione delle regole dell'e-government nel rapporto tra tecnici e pubbliche amministrazioni può contribuire a semplificare gli iter burocratici, dare certezza sui tempi e favorire la trasparenza. Su questo l'Ordine degli Architetti di Roma è impegnato da mesi: stiamo elaborando accordi con l'amministrazione capitolina e con i comuni della provincia per offrire la possibilità ai nostri iscritti (tramite firma digitale e posta certificata) di rapportarsi on line con gli uffici, presentando DIA e Permessi di costruire tramite posta elettronica certificata e dialogando, sempre via e-mail, con i tecnici dei comuni.
Questa è sicuramente una strada da intraprendere anche per quanto riguarda la tutela dei nostri Beni culturali per i quali l'applicazione della regola del silenzio assenso rischia di essere una scorciatoia pericolosa, anche in considerazione delle attuali difficoltà delle soprintendenze in termini di dotazioni e di insufficienza di personale.
In conclusione credo che prima di semplificare le procedure occorra necessariamente chiarire le regole. L'edilizia in Italia è indubbiamente gravata da un apparato di leggi, leggine, regolamenti che governano le trasformazioni del territorio faragginoso, contradditorio, spesso talmente oscuro da essere affidato alla assoluta ed unica discrezionalità interpretativa del pubblico funzionario.
Quindi, se si vuole rendere l'iter più veloce, non basta la perizia giurata.
Occorre cambiare il Testo unico per l'edilizia, omogeneizzare e semplificare i regolamenti edilizi, unificare le normative tecniche.
Il principio sostenuto dal Governo sulla necessità di semplificare può essere giusto; lo slogan che sino ad oggi lo ha accompagnato (liberalizzare l'edilizia, niente più concessioni) è pericoloso.
di Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine Architetti P.P.C. di Roma e provincia
del 17.04.09
- argomenti di architettura - piano casa
rassegna stampa ed interventi a partire da gennaio 2008
Commenti
17/04/2009 15.54: concordo
concordo completamente, con quanto da lei espresso, grazie per l'intervento.
alberto giampaoli
17/04/2009 22.16: sono d'accordo
.........
luca bartolucci
18/04/2009 11.40: Pieno appoggio
D'accordo su tutta la linea.
Pur affermando l'utilità di procedure più snelle, ma appunto nel senso che hai chiaramente esemplificato, credo infatti sia necessario mantenere alle Amministrazioni Pubbliche la loro funzione di verifica, non sempre sostituibile dalla perizia giurata dei professionisti.
Perchè non avviare una consultazione per sondare gli umori e una raccolta di firme per far sentire la nostra posizione?
Teresa Riccardi
18/04/2009 12.03: titolo
Condivido e aggiungo:
-Come si può pensare di conseguire ampliamenti di cubature volendo stimolare l'economia da un lato mentre dall'altro si introduce in estremis la adeguamento antisismico per poterle porre in essere?
Oppure come si può pensare di introdurre incentivi per tali adeguamenti?(pensiamo ad una sopraelevazione magari di un edificio condonato con concessione in sanatoria)
Infine, non si riesce a capire quale sarà l'utilizzazione di strumenti di tutela come i piani territoriali paesistici regionali?
Appunto, chiariamo quali sono le regole valide, quali restano e soprattutto chi controlla i controllori..............................
Gianluca Bono
18/04/2009 18.53: che sarà della professione?
Concordo pienamente con l'analisi riportata e mi chiedo inoltre: che sarà della nostra professione e professionalità?
Chi pensa a tutelare la figura professionale dell'architetto che viene alquanto svilita e svuotata da questo nefasto piano-casa?
Sono scandalizzata dall'indifferenza e dal silenzio del CNA.
Dobbiamo proprio incassare tutto questo senza fiatare?
Angela Vicino
20/04/2009 09.43: liberalizzazione
Condivido le perplessità e le preoccupazioni esposte dal nostro Presidente e dagli altri colleghi, e ritengo che sia fondamentale una forte presa di posizione da parte degli Ordini di tutte le figure professionali coinvolte dalla riforma. Il silenzio intorno alla questione da parte dei mezzi di informazione è sconcertante. Come si può parlare tanto di sicurezza delle costruzioni e poi ignorare completamente questa liberalizzazione, anzi accoglierla, secondo alcuni giornali, con tante lodi? Io penso che sia il caso di informare meglio i cittadini circa le conseguenze di tale liberalizzzazione.
alessandro ridolfi
20/04/2009 15.55: CONCORDO
Sono d'accordo con quanto detto dal Presidente Schiattarella. Lo ringrazio per la presa di posizione netta sulla materia. Invito tutti i colleghi, soprattutto quelli che hanno un ruolo nelle PA e nelle istituzioni, a prendere posizione su tutti i mezzi di comunicazione. testate giornalistiche, blog, siti internet... ogni luogo, reale o virtuale che sia, è utile a far capire le ragioni di questo enorme errore. purtorppo sembra che nessuno si accorga di quanto grave possa essere il rischio di una simile sregolatezza (senza genio). insistere sulla stampa, insistere presso le istituzioni, insistere con gli altri ordini professionali.
stefano michelato
21/04/2009 10.23: condivido
Convengo sull'analisi fatta ed in special modo sulla necessità di rendere omogenee per tutte le regioni le norme ed i regolamenti edilizi in merito alla sicurezza e al controllo degli edifici oltrechè alla tutela dei valori architettonici ed ambientali; eliminando ogni contradditorietà ed ogni arbitrarietà periferica. Ridare forza per questi temi alla norma legislativa nazionale.
Claudio D'Arcangelo
21/04/2009 13.22: pieno appoggio al Presidente
Condivido l'opinione del Presidente, auspico uno snellimento delle procedure finalizzato a conservare energia per la progettazione (si badi, nel rispetto delle normative), piuttosto che disperderla interfacciandosi con le P.A., troppo soggette ai cambiamenti di umore del dirigente di turno.
danilo riccucci
22/04/2009 15.27: mah... in effetti
mi chiedo a questo punto se non sarebbe utile istituire un "fascicolo dell'appartamento" inteso per ogni tipo di unità immobiliare, sulla scia e/o a integrazione di quello del fabbricato, che responsabilizzi e coinvolga i tecnici privati, supporti la proprietà in materia di manutenzione ordinaria e straordinaria, di certificazioni tecniche, agibilità, idoneità abitative, sicurezza, compravendite etc., senza appesantire le strutture della Pubblica Amministrazine con pratiche tipo D.I.A. e simili. La gestione di tale strumento, poichè in mano a un singolo proprietario, e comunque registrata presso la P.A., forse sarebbe più snella di quella del fascicolo del fabbricato, che pur rimanendo di indubbia utilità, può risentire di alcune limitazioni legate alla gestione condominiale.
M. V. Polazzo
23/04/2009 11.48: e l'etica?
gentile architetto premesso che condivido pienamente le sua opinione e che questo decreto, che di fatto è un procedimento di condono legalizzato e come al solito vede premiare l'illegalità leggittimandola, causerebbe non pochi danni strutturali, di insufficienza dei servizi, oltre che di configurazione dei nostri centri urbani. E' purtroppo vero che necessita far ripartire il settore edilizio per ragioni economiche e sociali, ma il decreto non è sufficiente se non accompagnato dall'abbassamento dei prezzi degli immobili e chi continua a comperare sono banche le assicurazioni e chi ricicla denaro contante.Confesso che ritengo che nell'abuso devono essere date delle priorità poichè costruire sulle dune dei litorali, in prossimità degli alvei o nelle zone di rispetto dei parchi è diverso dal verandare un terrazzino o fare una tettoia e che questo consente di allargare favoritismi come merce di scambio. Di contro auspicavo però all'introduzione di una norma che concedesse questa opportunità solo ai comuni che si fossero dotati di strumenti di pianificazione adeguati (gli altri avrebbero dovuto correre per adeguarsi), fino ai piani particolareggiati, problema decennale del nostro paese Italia e che si facesse un effettivo controllo del nostro territorio, altro problema decennale, procedendo alla demolizione di quanto deturpa il nostro paesaggio impedendo l'indotto positivo e riducendo il vantaggio delle future generazioni. Si fa esclusivamente la politica dell'oggi non configurando più la società del domani che dovrebbe avere come obiettivo la civiltà di un popolo (la ricchezza in mano di pochi è sempre involuzione). La corruzione non è mai stata assente da nessuna amministrazione e non lo sarà nè oggi nè domani, in questo concordo pienamente con lei che è necessario informatizzare quanto più posssibile per migliorare la trasparenza e ridurre il malcostume. Ma soprattutto non siamo un paese amministrativamente/eticamente pronto per il sub-appalto e per il massimo ribasso.
Luana Rinà
29/04/2009 18.46: evviva i senza scrupoli
grazie, presidente, per l'intervento.
Non solo concordo con quanto detto, ma francamente sono sempre più perplesso per la figura dell'architetto (o in genere del tecnico) che sostituisce la verifica ed il controllo pubblico.
Questo fatto, che prosaicamente ci caricherebbe di ulteriori responsabilità con una contropartita economica che diventa sempre più misera, espone gli operatori onesti ad una ulteriore forma di discriminazione. I tecnici onesti si troveranno a dover rifiutare il lavoro, mentre quelli diciamo più 'superficiali' potranno tranquillamente fare le loro scorribande. E' ora che anche gli altri ordini ed il CNA prendano la posizione del nostro presidente Schiattarella.
nicola ciaburri
30/04/2009 11.36: come si può non essere d'accordo?
Concordo e condivido sia la valutazione espressa dal nostro Presidente che tutte le perplessità e le argomentazioni esposte dai colleghi.
A questo punto penso ci siano solo pochissime azioni da da proporre: mobilitare tutti gli architetti italiani e presentarci uniti al Consiglio dei Ministri per sollevare le questioni sia puramente tecniche che quelle legate alla nostra professionalità ed al nostro futuro lavorativo, magari anche con una civilissima manifestazione di dissenso. Non abbiamo mai "scioperato" come tante altre corporazioni e/o categorie di lavoratori, anche perchè noi siamo imprenditori di noi stessi e non possiamo permetterci il lusso di astnerci dal lavoro perchè comunque ci sarebbe qualcuno a pagarci la giornata, ma è ora di far sentire la nostra voce e la nostra presenza sul territorio.
arch. Antonietta Villanti
20/05/2009 18.53: titolo
Caro Presidente
Condivido la tua preoccupazione oltre che a indignarci cosa possiamo fare per farci sentire? ho l'impressione che noi tutti (Ingegneri compresi) non ci stiamo dando abbastanza da fare per opporci allo smantellamento della nostra professione! Mentre in UK i ruoli sono ben chiari e non si può aprovare un progetto senza che sia un Architetto a eseguire il Progetto (e all'ingegnere il Calcolo). La nostra ambiguità e la mancanza di definizione dei ruoli ci rende deboli davanti a color che vogliono speculare e fregarsene delle regole per fare soldi a discapito della comunità! Oltre a scandalizzarci cosa dobbiamo fare? Lasciargli affossare la nostra professione e prepararci a cambiare paese o a cambiare mestiere?
Mario Bordicchia
11/09/2009 23.07: titolo
Amedeo sei stato chiaro efficace e sintetico condivido appieno le tue considerazioni !
Vittorio Foschi Presidente Ordine Architetti di Forlì-Cesena
vittorio foschi
05/07/2010 12.39: titolo
Meraviglioso presidente Schiattarella
s.trebbi
vedi anche:
Piano casa, «stretta» anti-sismica (?)
Dl semplificazione & sicurezza - agg. rassegna stampa
L'indipendenza della figura di controllo
Norme sismiche & progettisti/DL - di F.Orofino
Norme sismiche - errori e inefficienze ministeriali...
...ed i compiti di architetti e ingegneri - di E.Milone
Il mito del mattone e i progettisti fai da te
di Francesco Orofino
Ripartiamo dalla periferia
Il punto di Amedeo Schiattarella
Liberalizzazione totale per la manutenzione
Piano casa & Dl semplificazioni - agg. rassegna stampa
Architetti alle corde (?)
Piano casa & semplificazioni - agg. rassegna stampa
Gli architetti rilanciano sulla progettazione «doc»
Ordine Architetti PPC Roma